Pearl Jam Evolution, a tu per tu con Luca Villa

Un libro scritto da fan pensato per i fan. Si intitola Pearl Jam Evolution la biografia che Daria Moretti e Luca Villa, i curatori del sito pearljamonline.it, hanno da poco pubblicato in una nuova edizione ancora più dettagliata e aggiornata sulla band di Seattle a 25 anni dalla nascita. Un lungo viaggio non solo musicale, che ne delinea l’evoluzione artistica e umana attraverso interviste, dichiarazioni e analisi approfondite di dischi e tour. Noi, di ROCK AND ROLL HERE TO STAY, abbiamo avuto il piacere di intervistare Luca Villa e qui vi riproponiamo il nostro scambio di battute.

Luca, come nasce questa grande passione per la band di Seattle?

Autunno 1993, la band aveva pubblicato Vs. solamente da qualche giorno. Per puro caso m’imbattei nel video di Alive sulla mitica VideoMusic (qualcuno se la ricorda ancora?), il pomeriggio stesso ero in un negozio di dischi a chiedere il disco dei Pearl Jam, comprai appunto Vs. Dopo ripetuti ascolti, ascolti nei quali m’innamorai perdutamente di quell’album così aggressivo e potente, non trovando comunque Alive, tornai nel negozio e acquistai Ten. In due giorni avevo la discografia completa di quella che, a distanza di 24 anni, rimane ancora la mia band preferita, quella che mi ha cambiato la vita.

Tu e tua moglie Daria avete cercato di raccontare la vostra passione, scrivendo Evolution. E’ nata una biografia accuratissima, ricca di contenuti: come nasce questa idea?

 L’idea che sta alla base di Evolution è quella di cercare di raccontare la storia dei Pearl Jam, la loro evoluzione sia musicale che umana, non soffermandosi troppo sui primi anni – quello che è già stato fatto in tanti alti libri – ma cercando di spiegare tutta la storia della band dando ampio spazio anche agli ultimi vent’anni della formazione, che sono importanti tanto quanto i primi cinque, quelli più conosciuti, quelli delle folli arrampicate di Eddie Vedder, il periodo nel quale i loro dischi vendevano milioni di copie. Speriamo di esserci riusciti.

 Il 7 aprile i Pearl Jam saranno insigniti di un grande riconoscimento alla loro carriera con l’entrata alla Rock and Roll Hall of Fame. Come reputi la scelta di portare i batteristi che nel corso di questi anni si sono avvicendati?

L’invito dei Pearl Jam esteso agli ex batteristi della formazione non è nient’altro che un puro e semplice invito. I componenti della band che verranno introdotti alla Hall of Fame sono quelli attuali più Dave Krusen, il batterista che suonò su Ten. Come dice Alan Cross, lo showbiz si nutre di questi dramma, creati dalla stampa e da tutto quello che ruota intorno a qualsiasi rock band. Sarebbe troppo semplice che i Pearl Jam salissero sul palco, dicessero qualcosa e se ne andassero dopo aver suonato un paio di pezzi, no?

Neil Young farà da padrino durante la serata: l’artista Canadese è stato un punto di riferimento importantissimo per la band soprattutto Mirror Ballalbum del 1995 che vede l’unione tra il padre nobile del grunge ed i Pearl Jam. Un crocevia importante per la band: concordi con me?

Concordo. In un anno difficilissimo per la band, il 1995, ne parliamo parecchio anche su Evolution, Neil Young salvò i Pearl Jam da un possibile, prematuro, scioglimento. Gli diede forza, soprattutto come band, li fece andare avanti e credere in loro. Mirror Ball non è forse un disco essenziale nella discografia della band, piuttosto è stata l’ancora di salvezza alla quale i componenti si attaccarono in un periodo alquanto tumultuoso. Se nel 2017 i Pearl Jam ci sono ancora è anche merito di quella storica collaborazione.

Questi saranno mesi di grande attesa, in quanto a giugno Eddie Vedder sarà di scena a Firenze e Taormina per tre memorabili concerti. Cosa dobbiamo aspettarci? 

Abbiamo avuto la fortuna di vedere Eddie, in solista, alcuni anni fa ad Amsterdam. Il concerto di Vedder, naturalmente, è molto differente da quello dei Pearl Jam. Una cosa più intima, più essenziale, in un certo senso più diretta. Saranno concerti memorabili, a Firenze siamo sicuri che Eddie terrà un concerto più rock, suonerà tra le varie diverse canzoni dei Pearl Jam in chiave elettro acustica. I concerti di Taormina saranno la chiusura del primo vero tour europeo di Eddie, saranno esibizioni davvero uniche, potrebbe essere diverso in una location così suggestiva e storica?

Un’ultima domanda. Se ti dico Campovolo?

Sono felicissimo che la mia città ospiterà a breve un’arena eventi davvero unica sia a livello nazionale, sia in un contesto europeo. Sarà una struttura modulabile tutta dedicata ai concerti, immersa nel verde, che potrà ospitare dalle diecimila alla centomila presenze. Si parla, per il 2018, di una possibile inaugurazione con Bruce Springsteen. Ma sono sicuro che anche i Pearl Jam sarebbero i benvenuti…

 

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