Eclipse: il nuovo album di Chiara Civello

Il pop italiano elegante, le influenze brasiliane, una manciata di cover sorprendenti, gli arrangiamenti elettronici. Tutto questo e molto altro è ECLIPSE, il nuovo album di Chiara Civello.

“L’Eclisse è un’ombra nel sole o un sole nell’ombra, è una macchia scura che ha il sapore del vuoto e gli argini infuocati. È la fine di qualcosa e l’inizio di altro. La vita ha tante eclissi, tanti vuoti e col tempo ho imparato a lasciarli risuonare… e a farli ballare”.

Gli elementi fondanti della musica di Chiara acquistano un sapore nuovo, grazie alla produzione illuminata di Marc Collin (Nouvelle Vague), che trova un perfetto equilibrio tra atmosfere classiche e sonorità moderne.

“L’ho conosciuto a Parigi nell’estate del 2015 quando aprivo il concerto di Gil e Caetano, ed è stato amore a prima vista. Dopo aver ascoltato le mie nuove canzoni, Marc mi ha proposto una lettura nuova, che preservava le mie caratteristiche ma le accostava a suoni molto speciali. Non gliel’ho fatto ripetere due volte: sono partita per Parigi, ho preso una casa a Marais e ci siamo immersi in un magico mondo di organi elettrici anni ‘70, uccellini e suoni di vento, batterie elettroniche e musicisti geniali abbiamo creato il sound di ECLIPSE”.

Per lavorare al nuovo repertorio, Chiara si è circondata di qualche amico di talento: Francesco Bianconi (Baustelle) e Pippo Kaballà hanno scritto con lei la rarefatta New York City Boy; Cristina Donà è la co-autrice di To Be Wild, sognante e malinconica; al raffinato chansonnier milanese Diego Mancino è affidato il compito di raccontare Come vanno le cose, in apertura dell’album; il sorprendente talento dei giovani cantautori Dimartino e Diana Tejera è al servizio di Cuore in tasca e di La giusta distanza. Le atmosfere brasiliane affiorano qui e là in tutto l’album, ma sono due le canzoni che Chiara dedica al suo mondo musicale d’elezione: Sambarilove, un contagioso “sambalanço” scritto a quattro mani con Rubinho Jacobina (che duetta con Chiara), e Um Dia, firmata con l’eclettico chitarrista Brasiliano Pedro Sà.

La scelta delle cover ha uno spiccato sapore cinematografico: c’è una versione intima per chitarra e voce di Amore, amore, amore, scritta da Alberto Sordi e Piero Piccioni; Quello che conta, interpretata da Luigi Tenco e scritta da Ennio Morricone e Luciano Salce per il film La Cuccagna, è un magnifico omaggio al cantautore genovese, a cinquant’anni dalla sua drammatica scomparsa; Eclisse Twist è una celebrazione del cinema di Michelangelo Antonioni, che scrisse la canzone con Giovanni Fusco per affidarla alla voce di Mina. E a proposito della Tigre di Cremona, c’è anche una versione decisamente originale del superclassico Parole parole. Racconta ancora Chiara: “In ogni disco io cerco una nuova “prima volta”, un nuovo sogno e una nuova sfida. Eclipse ha realizzato il mio desiderio di fare un album “visuale”, pittorico, di “canzoni cinematiche”, canzoni in pellicola. In una soggettiva che potesse permettere a chi ascolta di viverle e di vederne la luce, le ombre, il chiaroscuro, i controluce. Da lì nasce anche la mia scelta di inserire delle cover legate al cinema Italiano. Antonioni, Piccioni, Sordi, Tenco, Salce, Morricone, e così questo mio nuovo ciclo si chiude e i miei vuoti si colorano, cosa che la copertina di Matteo Basilè ha ritratto alla perfezione”.

È giusto raccontare ancora un aneddoto, che ha dato a Chiara la certezza di essere sulla retta via musicale: “Una domenica pomeriggio, mentre passeggiavo sovrappensiero su Pont Sully, chiedendomi se quella cinematica fosse la via giusta, i miei occhi, vaganti come per un segnale divino, all’improvviso si sono fermati sul volto di Claudia Cardinale che attraversava placidamente lo stesso ponte per tornare a casa. L’ho seguita con lo sguardo, con il cuore gonfio, poi l’ho rincorsa, ho preso coraggio, l’ho fermata e raggruppando le uniche due parole che la timidezza e lo stupore mi lasciavano pronunciare le ho detto: “Grazie, Claudia”.

Registrato tra Parigi, New York, Rio e Bari, Eclipse è suonato da tanti musicisti straordinari: Kevin Seddiki alle chitarre, Cyrus Hordè a organi e tastiere, Mauro Refosco alle percussioni (David Byrne, Red Hot Chili peppers), Gael Rakotondrabe piano e wurlitzer (Anthony and the Johnsons), Laurent Vernerey (basso), Regis Ceccarelli (batteria), Domenico Lancellotti (batteria), Alfonso Deidda (flauto sassofono, organo e pianoforte), Thibaut Barbillon (chitarre), Alberto Continentino (basso, Moog), Pedro Sà (chitarre).

CHIARA CIVELLO – TRACK BY TRACK

-Come vanno le cose (C.Civello-D.Mancino)

Ci sono cose che non si fanno trovare, e cose che non ne hanno bisogno, come questa canzone. Quello con Diego Mancino è stato un incontro perfetto che ha dato vita a varie cose importanti per me, tra cui questa bossa postmoderna piena di delicatezza grazie al tocco francese di Nouvelle Vague, alla chitarra franco-algerina e il grande Mauro Refosco che aggiunge l’elemento brasiliano-newyorkese che mi ha sempre accompagnato.

-Eclisse Twist (M.Antonioni-G.Fusco)

Ho sempre amato questa canzone. Il genio di Antonioni ha reso anche una canzone, visuale e magnetica. Con Marc ci siamo divertiti a stravolgerne un po’ i perimetri… portandola un po’ nel mondo di Starsky e Hutch.

-Cuore in Tasca (C.Civello -A.Dimartino)

Con Antonio Dimartino ci siamo incontrati a Milano. Non ci conoscevamo e appena sono entrata a casa sua mi ha chiesto se avevo fame. Sì, avevo fame.

Mentre preparava una pasta con zucchine e noci, io ero seduta alla tastiera e ci siamo scambiati poche parole… Prima di scolare i fusilli avevamo la melodia di “Cuore in Tasca”. Poi passeggiando per Milano dopo pranzo ci siamo un po’ raccontati le cose nostre ed è uscito il testo.

-Qualcuno Come Te (C.Civello-D.Mancino-M.Buzzanca)

L’amore finito si continua a cercarlo ovunque, o a crenarne un altro esattamente uguale, per un bel po’. Prima l’amore unisce e il dolore separa, poi, a un certo punto, l’amore separa e il dolore resta l’unica cosa che unisce… e ci si attacca fortemente a quello, finché il vuoto lasciato dall’altro non si assapora, molecola per molecola.

-Sambarilove (C.Civello- R.Jacobina)

Un allegro sambalanço scritto insieme a Rubinho Jacobina, uno dei compositori più brillanti che io abbia conosciuto. Ci siamo incontrati quando ho cantato come ospite dell’Orquestra Imperial a Rio.

– Paole Parole (G.Ferrio- L.Chiosso- G.Del Re)

La scelta di cantare parole Parole è stata totalmente spontanea mentre con Marc provavamo un Crumar, un organo elettrico degli anni ‘70. Pensavamo a una canzone-ponte tra Italia e Francia, grande successo in entrambi i luoghi e puff…tadaaaaa

Ecco Mina e Dalida che si dividono il trionfo di parole “Parole Parole”!  Le canzoni ti spostano da un posto all’altro e io amo soprattutto omaggiare i paesi che scopro attraverso di loro e nei quali poi riesco a seminare e produrre qualcosa.

Così ho fatto per gli Stati Uniti, per il Brasile ora tocca alla Francia.

– Amore Amore Amore (P.Piccioni- A. Sordi)

Piero Piccioni, uno dei miei idoli ha scritto questa canzone con Alberto Sordi per il film Un Italiano in America. Cinema. Italia. Ispirazione. Ironia… perfetta da interpretare per un’Italiana in America.

-La giusta distanza (C.Civello- D.Tejera)

La giusta distanza” l’abbiamo scritta con Diana in due tempi, una parte a Trastevere a una dopo un po’ in Sicilia. Con Diana ormai è casa, colazione, confidenze. Nessuno sa che lei è una grande tuffatrice, si tuffa da scogli altissimi e chi assiste resta senza fiato, la vede sfidare il vuoto e… la distanza. Questa canzone è un tuffo.

-Um dia (C.Civello-P. Sà)

Pedro Sà è dei Gemelli come me, anche lui un giorno vuole una cosa e un giorno un’altra. “Um dia” è un ballabile inno del segno dei Gemelli.

-New York City Boy (C.Civello- F.Bianconi- P.Rinaldi)

Per me è una delle canzoni più forti dell’album, “New York City Boy” è il risultato dell’incontro musicale con uno dei miei poeti italiani preferiti di oggi: Francesco Bianconi.  NYC Boy riassume un po’ tutto quello che io volevo da questo album. Volevo che le canzoni arrivassero non solo con melodia, musica e testo, ma che lasciassero percepire la propria luce, la penombra, i controluce e i chiaroscuri.

New York City Boy” è piena di blues, di Morricone, di Ultimo Tango, di dolore, neve, rassegnazione, passione. È una canzone che piange, respira… è viva.

– To Be Wild (C.Civello – C.Donà)

Questa è la mia prima canzone epistolare, scritta insieme a Cristina Donà.

L’ho sempre trovata unica e speciale e ho preso il coraggio di scriverle, dopo aver scoperto da Marc che la conosceva.

Dalla nostra corrispondenza e qualche telefonata è nata “To Be Wild”, una dichiarazione di non-dipendenza… in tutti i sensi, di libertà creativa, sentimentale, artistica.  Il senso è nel non dover “appartenere a…” per essere. To be Wild mi ha fatto avvicinare ad un’anima bella, Cristina, cui ancora non ho stretto la mano di persona.

– Quello Che Conta (E. Morricone- L. Salce)

Tenco è e sarà sempre uno dei miei idoli.

Di questa canzone Tenco è stato solo interprete, ma la cantava come se fosse sua.   Scritta da Morricone e Luciano Salce, “Quello che conta“, chiude il circolo di Eclipse, aperto da “Come Vanno le Cose“. La fine è l’inizio e viceversa.

È il mio omaggio a Tenco, al cinema Italiano, alle eclissi, ai vuoti, ai chiaroscuri, alle assenze, le presenze, le paure, i desideri e le mancanze.

CHIARA CIVELLO – BIOGRAFIA

Chiara Civello nasce a Roma, dove muove i suoi primi passi da musicista. Appena compiuti i 18 anni lascia la capitale alla volta dell’America, dove frequenta il Berklee College of Music e diventa la prima artista Italiana nella storia ad esordire con un album inciso per la prestigiosa etichetta Verve Records, prodotto dallo stesso Russ Titelman, suo scopritore. Frutto del lavoro di questi anni sono infatti le dieci canzoni del suo debutto discografico, Last Quarter Moon (Verve 2005), sette delle quali scritte da lei, e tre in collaborazione con altri artisti, compresa la ballad Trouble, composta a quattro mani con il leggendario Burt Bacharach.

Il debutto discografico le assicura un primo giro del mondo, facendola entrare nelle classifiche Giapponesi e Italiane. Billboard Magazine scrive: “la bellezza, lo charme e il carisma del debutto discografico della cantautrice Chiara Civello sono certamente un inizio promettente e segnalano al mondo la prima rivelazione del nuovo anno.” L’International Herald Tribune dichiara: “la combinazione di personalità, profondità e sofisticatezza…impressionanti.”

È il secondo album, “The Space Between”, prodotto da Steve Addabbo per la Emarcy/Universal Jazz and Classic nel 2007, a mostrarci un lato molto più intimo di Chiara. Una sorta di viaggio composto di 13 bellissimi brani, tra cui Night e Un Passo Dopo l’Altro. “È un disco sullo spazio. Sullo spazio tra le note, sui silenzi tra le parole, sullo spazio tra me e te, tra me e il mio passato o il mio futuro, e su tutti gli spazi ai quali oggi facciamo tanta fatica a pensare… lo spazio che ti fa percepire meglio la realtà, lo spazio che ti costringe a sentire la mancanza di qualcuno, lo spazio che non ti fa dire tutto subito, ma poco a poco, mentre il bisogno di dirlo si intensifica”.

Nel primo disco ti cerchi, nel secondo ti raccogli, nel terzo cominci a trovarti. E infatti il terzo di disco di Chiara ha una precisa connotazione geografica. 7752 è un numero: la linea d’aria di 7752 kilometri che congiunge le due città chiave del disco numero tre: Rio e New York. New York è la città in cui Chiara vive da anni, Rio le ha cambiato la vita.

Nel febbraio del 2008 Chiara è a Rio, è andata a trovare l’amico Daniel Jobim, quando viene “trascinata” a una festa in uno studio, la prima di una lunga serie di riunioni musicali (in portoghese SARAO) di grandi artisti brasiliani, in cui la chitarra viene fatta girare e a turno ognuno canta una canzone. È qui che inizia la sua collaborazione con Ana Carolina, una delle star del pop Brasiliano, che diventa la sua principale collaboratrice di questo album a cominciare da Resta (bellissimo duetto) che diventa la colonna sonora di una “novela” intitolata Passione, prodotta da Globo TV, e in onda sugli schermi brasiliani.

Scritto tra Rio, Trastevere e New York, 7752 comprende 10 momenti musicali di cui 8 prodotti a NY dall’eclettico Andres Levin, conosciuto sia per lavori sperimentali che mainstream, canzoni d’autore e latin pop. Il cast del disco è d’eccezione: Mark Ribot (leggendario chitarrista di Tom Waits) alla chitarra elettrica, Jaques Morelenbaum al violoncello e arrangiamento d’archi (musicista di Tom Jobim, Caetano VelosoGilberto Gil, RuichiSakamoto), gli amici di sempre Mauro Refosco alle percussioni (ThomYorke, David Byrne), Guilherme Monteiro alla chitarra, Anat Cohen al sax e clarinetto, senza dimenticare la ritmica esaltante di Gene Lake e Jonathan Maron. Definito “contagioso” dalla critica, 7752 è un disco in cui viene fuori un lato della voce di Chiara decisamente più pop, libero, immediato, ironico, in una felice alchimia tra rock anni ‘60, melodia italiana, armonia brasiliana e R&B. 7752 De Luxe Edition, anticipato dal singolo “Tre” (scritto con Rocco Papaleo), è una versione aggiornata del fortunato album del 2010.

Il 2012 segna un’altra tappa decisiva nella maturazione artistica di Chiara Civello, in quell’anno infatti la cantante partecipa, per la prima volta, al 62°Festival di Sanremo, nella categoria BIG con il brano scritto insieme alla musicista Diana Tejera “Al posto del mondo”. In contemporanea col festival esce anche il suo quarto album di inediti “Al posto del mondo”, per Sony Music. 10 brani, tra cui anche la canzone sanremese, che ottiene un ottima air play nelle radio italiane. Nello stesso anno, e sempre tratto da questo album, il brano “PROBLEMI”, nella versione portoghese PROBLEMAS (interpretata da Ana Carolina e colonna sonora della serie televisiva FINA ESTAMPA) vince il premio “MULTISHOW” come migliore canzone del 2012 in Brasile. Un riconoscimento conferito all’unanimità dalla Giuria Popolare Brasiliana.

Nel 2013 Chiara torna in Brasile per il progetto live SOLO+ (Sola ma non troppo). Accompagnata da uno o due musicisti, alternandosi tra il piano e la chitarra nel SOLO +, Chiara interpreta, oltre ai suoi successi, alcune delle canzoni italiane diventate famose in Brasile invitando ad ogni concerto un artista brasiliano a duettare con lei. Salgono sul palco con lei artisti come Flavio Venturini, Preta Gil, Alessandra Maestrini, Pedro Camargo Mariano, Zizi Possi, Jay Vaquer, Jorge Vercillo, oltre naturalmente ad Ana Carolina, che rendono ogni performance assolutamente unica e indimenticabile. Il SOLO +, successivamente presentato anche in Italia durante festival e rassegne musicali importanti, ha ottenuto un grande riscontro sia dal pubblico che dalla critica.

Al suo quinto album in studio, “Canzoni”, Chiara Civello si presenta per la prima volta nell’inedita veste di sola interprete, immergendosi in quell’oceano meraviglioso che è la musica italiana e presentandoci il repertorio italiano come non lo avevamo mai sentito sinora.

 

Il risultato è un disco di canzoni d’amore dal sound elegantissimo e accattivante che mescola il Northern Soul alla Bossa Nova, il Blue Eyed Soul al jazz e al pop internazionale, in cui l’artista si avvale di ospiti straordinari come il monumentale Gilberto Gil, il poetico Chico Buarque, oltre alla pop star Ana Carolina e alla jazz star Esperanza Spalding.

I lussuosi, quasi ipnotici arrangiamenti per orchestra sono stati scritti dal leggendario Eumir Deodato (arrangiatore di Sinatra/Jobim, Bjork e Roberta Flack) e il raffinato dj-producer Nicola Conte ha creato il perfetto amalgama tra una sensibilità musicale contemporanea e internazionale e la vivida profondità del suono analogico. Una rivelazione.

 

Un cast stellare e straordinario che dà luce a un album di rara bellezza e che restituendoci canzoni che già conoscevamo con un groove inedito, che lascia piacevolmente spiazzati, interpretato da una voce vibrante di calore e sfumature come potevano essere quelle di Julie London e Dusty Springfield, Shirley Horn e Nina Simone, non a caso da sempre stelle polari nel percorso artistico di Chiara.

 

«Non potevo sognare oltre – dichiara Chiara CivelloE’ il disco che volevo fare con le canzoni che avrei voluto scrivere e un sound che strizza l’occhio al passato ma guarda al futuro e ad un’Italia come quella di adesso, piena di promesse. Gil, Chico, Eumir, Nicola, Ana, Esperanza rendono omaggio alla musica italiana con una freschezza assolutamente emozionante».

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: