Prega per me: il secondo album dei “Todo Modo” – Intervista a Paolo Saporiti

Torna con un suo secondo lavoro “Todo Modo”, la band nata due anni fa dalla collaborazione tra Giorgio Prette, ex batterista degli Afterhours, il cantautore Paolo Saporiti e Xabier Iriondo, chitarrista e polistrumentista degli Afterhours. “Prega per Me” è il nome del loro secondo album che altro non è se non un introspettivo lavoro di cantautorato italiano e noise rock.

Testi che si svelano lentamente tra melodie cucite su schemi di batteria ed effetti di chitarra; brani che somigliano molto alle cartoline del nostro paese: questo ci sono sembrati i 12 brani contenuti nell’album Prega per Me e che Rock and Roll Here to Stay ha avuto modo di ascoltare in anteprima.

(Videoclip tratto da “Prega per me”, secondo album di TODO MODO, pubblicato da Goodfellas. Produzione e realizzazione: M.Brindasso, N.Brindasso, D.Rampini, E.Vottre Attori: F.D’Angelo, A.Pavan, P.Saporiti)

Il cantante della band Paolo Saporiti rispondendo alle nostre domande ha svelato curiosità, desideri ed emozioni legate allo splendido ultimo progetto della band.

Paolo, a due anni di distanza siete tornati con un nuovo lavoro. Cosa si deve aspettare chi ha voglia di ascoltare il nuovo album ?

L’evoluzione di quanto incontrato in “Todo Modo”. Chi si è innamorato di noi deve sapere che abbiamo definito meglio il sound e la scrittura, la voce complessiva del gruppo. C’è più amalgama, maggiore determinazione e concentrazione sull’obiettivo finale, la comunicazione. Ogni dettaglio è stato curato a puntino, a partire dalla musica, per finire con i vari packaging e formati del disco. Abbiamo due copertine per l’LP e una versione del cd che ci piacciono molto”.

Dopo live in giro per l’italia ora vi apprestate a tornare su tanti palchi prestigiosi italiani: non pensi che il vostro lavoro potrebbe essere apprezzato ancora di più all’estero?

“Sai che non ci avevo ancora pensato? Mi sono abituato a credere che all’estero la scrittura in italiano non interessi particolarmente, se non in termini di tradizione folklorica e poco altro, tipo Albano e Romina o la Pausini e Ramazzotti che di fatto però cantano in spagnolo, quando escono… Però sono pronto a ragionarci su e anzi, mi piacerebbe parecchio varcare i confini del Bel Paese con quello che facciamo. In fondo, io arrivo proprio da un sogno di questo tipo, esterofilo. Confesso però che, a oggi, non ho ancora dovuto rivedere l’ultimo mio abbandono di questa vecchia e sbagliata percezione, secondo cui il prato del vicino è sempre più verde. Sotto tanti profili, non la penso più così e mi sta bene la nostra piccola Italia. Qui vanno pensate e fatte le cose”.

A nostro parere, dopo un accurato ascolto, possiamo dire che, rispetto al primo album, vi siete spinti oltre abbracciando tanti generi. Tra questi sicuramente il tuo primo amore: il cantautorato acustico. siete soddisfatti della completezza dei suoni e del connubio testo e musica ?

Moltissimo. Un amore che mai mi abbandonerà, quello per la musica e la canzone acustica. Una splendida sorpresa, poi, quando si riesce a integrare tanto materiale diverso in un unico lavoro, senza mai perdere il filo. Un piccolo gioiello di omogenea diversità. Per quanto attiene i testi sono molto soddisfatto del lavoro fatto e delle nuove conquiste. Adoro l’integrazione che abbiamo raggiunto tra la violenza di alcuni suoni e un certo tipo di vocalità, così intime e confidenziali, così potenti e sottili nei contenuti”.    

Qualcuno vi ha descritti come il gruppo che fa da ponte tra l’Indie degli anni 90′ ed i generi in voga oggi: ti rispecchi in questa descrizione?

Potrebbe anche starci, anche se degli anni ’90 credo di avere dentro e voler rappresentare davvero ben poco. Men che meno degli anni ’80. Credo che qui si voglia automaticamente provare a riportare tutto agli Afterhours, visto il passato/presente dei miei due compagni ma spero di poter uscire presto da questo giochetto. E’ come aver fatto un salto dal settanta a oggi per me”.

Quali sono le vostre aspettative per i prossimi mesi?

“Suonare! Suonare! Suonare e iniziare a lavorare sul terzo disco”.

E’ ancora un mistero di chi sia il padre protagonista della copertina: ci dai un indizio?

Il papà di Giorgio. La tradizione del golf è parte della sua famiglia e questa copertina, in qualche modo, vuole renderle omaggio, oltre a lanciare i nostri nuovi segnali“.

Tutto sommato un disco maturo ed innovativo, cui molto probabilmente l’Italia non è all’altezza vista la scarsa qualità delle logiche legate al mercato discografico.

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