Da qui messere si domina la valle, ciò che si vede è … storia di uno dei più grandi album italiani.

Il 3 maggio 1972 usciva il primo album del Banco del mutuo soccorso una pietra miliare del rock progressive italiano. Che sia ancora oggi uno dei dischi più importanti e complessi della storia del rock italiano questo è un fatto universalmente riconosciuto, Il brano di chiusura dell’album, “Traccia” è stato indicato dai critici ed esperti del genere, come uno dei momenti più alti del progressive mondiale, ma per poter capire meglio e fino in fondo, per chi non conosce questo disco, cosa racchiuda questa opera è fondamentale fare un viaggio in anni vitali per la musica, i primi anni settanta. Escono degli album per il genere prog unici : Pawn Hearts  dei Van der graaf generator, Island dei King Crimson, Tarkus degli Emerson Lake and Palmer,  Nursery Crime  dei Genesis, Aqua lung  dei Jethro Tull, Fragile degli Yes. Il disco viene scritto proprio in un momento di grande fermento, da musicisti poco più che ragazzini ma solo dal punto di vista anagrafico,  in quanto arrangiamenti di tale portata risultano così complessi che spiazzano e sorprendono per la loro spontaneità e imponenza al punto che sembrano eseguiti da musicisti navigati carichi di esperienze musicali e di vita, inoltre teniamo presente che questi “ragazzini” sono totalmente privi di qualunque conoscenza tecnologica, siamo nel 1972, ovvero 45 anni fa.
BMS è un disco completo sotto tutti i punti di vista, musicalmente perfetto, senza compromessi così com’era la musica 40 anni fa, una band straordinaria a partire dal batterista che in molti passaggi rende internazionale l’uso dello strumento visto che spesso suona alla maniera inglese come Ginger Backer, maestri “nell’anticipare” la metrica, un chitarrista virtuosissimo, un bassista eccezionale, due tastieristi diversi l’uno dall’altro, e qui forse si nasconde il segreto della band, qui forse si nasconde quella magia che nessuna altra band è riuscita a raggiungere, mentre la voce di Di Giacomo invece è, dolce, come quella di un cantore medievale, che racconta di battaglie epiche, di storie di gnomi e d’amore, dove alla fine una “traccia” di speranza verrà lasciata sospesa tra un coro ecclesiastico, un pianoforte alternato da un organo che si spegnerà portandoci ai titoli di coda di un opera straordinaria e senza precedenti.


https://youtu.be/gZ7jALrLjHk

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