Omar Pedrini lo zio rock ed il suo nuovo album “come se non ci fosse un domani”

Omar Pedrini una vita per la musica, un vero artista guerriero. Prima ha guidato da vero leader una nave piena di passione chiamata Timoria, generale della generazione senza vento. Ora all’alba dei suoi 50 anni ci regala una perla, un nuovo disco con uno sguardo al passato ed in particolar modo al rock degli anni 70’, proiettato verso una nuova vita, il nuovo album uscito oggi  si intitola “Come se non ci fosse un domani”, è stato  anticipato dal singolo omonimo. Il disco, con cui il cantante inizia la sua “terza vita” e parla ai giovani, contiene collaborazioni importantissime con Noel Gallagher, Ian Anderson leader dei Jethro Tull, il poeta Lawrence Ferlinghetti e la Royal Albert Hall College Orchestra. “Come se non ci fosse un domani” esce tre anni dopo l’ultimo progetto discografico. Per il cantautore il disco segna un nuovo percorso musicale. Il lavoro contiene al suo interno dieci canzoni, 11 nella versione vinile. La prima collaborazione è con Noel Gallagher che ha regalato a Omar Perdrini la sua b side scritta ai tempi degli Oasis “Simple game of a genius”, il cantante bresciano ha rieditato le parole in italiano e il titolo è diventato “Un gioco semplice”. La seconda collaborazione è in “Desperation Horse”, un pezzo nato da un testo inedito di Lawrence Ferlinghetti, il padre della Beat Generation con cui Omar collabora sin dai tempi di El topo grand hotel uno degli album più importanti della storia dei Timoria, una delle pietre miliari del rock italiano. Pedrini lo ha musicato lasciandolo rispettosamente in inglese. Ci sono altre collaborazioni di spicco dal punto di vista musicale: con la Royal Albert Hall College Orchestra in “Freak Antoni” e “Angelo ribelle”; a quest’ultima ha collaborato anche Ian Anderson, polistrumentista, flautista, voce e leader del gruppo rock progressive dei Jethro Tull. Come se non non ci fosse un domani è un disco autobiografico, una sorta di concept in cui si parla di vita e lavoro, di amore e dolore, di ingiustizia e libertà, in cui si ricordano vecchi amici come Freak Antoni e si gioca con la protesta in Angelo ribelle. Perché Pedrini ha voglia di continuare a fare quello che esprime da trent’anni con la sua musica, parlare e raccontare, ha voglia soprattutto di stimolare i giovani a reagire ad un mondo sempre più difficile come un vero zio rock.

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